Genitorialità e Psicoterapia – Mediazione Familiare.

Mediazione Familiare

 

Il Materno, la Madre ed il suo Archetipo. 

Il Paterno, il Padre ed il suo Archetipo. 

L’importanza del Padre, presenza e assenza. 

Educazione, percorsi di crescita – La ricerca del Padre. 

Chi sono io? La ricerca di se stessi, di ciò che si è. 

“Se c’è un qualche cosa che vogliamo cambiare nel bambino, prima dovremmo esaminarlo bene e vedere se non è un qualche cosa che faremmo meglio a cambiare in noi stessi.”

Carl Gustav Jung

Il Materno, la Madre ed il suo Archetipo.

 

Lo sviluppo psichico infantile poi adolescenziale è un processo molto delicato e molto complesso che dipende da una grande quantità di variabili alcune proprie del bambino, altre proprie della famiglia o gruppo familiare di riferimento, altre infine proprie dell’ambiente sociale allargato in cui avviene il processo evolutivo del bambino stesso. Questa complessità riguarda sia la sua evoluzione normale sia le eventuali deviazioni verso una psicopatologia più o meno conclamata.  

Ma per comprendere meglio nel suo divenire la costruzione di questi momenti fondamentali nella nascita della personalità si può utilizzare il pensiero di Erich Neumann, uno Studioso Svizzero allievo di Jung, che attraverso uno studio sistematico della mitologia e delle culture dell’antichità, dimostrò che queste immagini arcaiche come nel caso degli archetipi genitoriali, in particolare quello della madre poi quello del padre quindi, rappresentino metaforicamente, le tappe di maturazione di tutta l’umanità. Un percorso transpersonale che appartiene a tutti gli esseri umani indipendentemente dalla loro origine e dalle loro vicende individuali. Egli ipotizza uno stadio di benessere iniziale totale, lo stadio dell’Uroboros, di totale identità con la madre. Una fase di perfezione collegata alla simbologia del rotondo, della sfera che contiene in se tutte le possibili opposizioni. Si tratta di una perfezione autarchica, in cui non ha ancora avuto inizio il mondo e la cui autosufficienza, soddisfazione e indipendenza da ogni alterità sono il segno della sua “eternità”. In questa fase originaria non si parla ancora di Sè individuale del bambino, ma è la madre portatrice del Sè del figlio e sintetizza così questo stato:

Quale cerchio, palla o rotondo [Uroboros] è chiuso in se stesso, senza principio e senza fine; nella sua perfezione premondana è anteriore a qualsiasi discorso, eterno poichè la sua rotondità non conosce alcun prima ne alcun dopo, cioè alcun tempo, nè alcun sopra e alcun sotto, cioè alcuno spazio. [..]La sua autosufficienza, la sua soddisfazione in se stesso è la sua  indipendenza da ogni “tu” e da ogni “altro” sono segni della sua eternità contenuta in se stessa. [..]E’ il tempo della esistenza nel Paradiso Terrestre, dove l’anima ha la sua dimora premondana, il tempo anteriore alla nascita dell’Io, il tempo del rifugio e della protezione incoscia, il tempo in cui si nuota nell’oceano dei non nati […] Non fare niente esistere pigramente nell’inconscio, nell’inesauribile mondo della penombra, in cui la grande nutrice gli fornisce tutto ciò di cui ha bisogno senza fatica e liberamente, questa è la condizione “beata” del tempo primitivo. [..]L’Uroboros del mondo materno è vita e psiche in uno, nutre e procura piacere, protegge e riscalda, consola e perdona, Esso è il rifugio di tutto ciò che soffre, l’oggetto di ogni desiderio [..]. Fintanto che la coscienza egoica infantile è debole e sente l’esistenza autonoma come una faticagrande e opprimente, mentre considera come piacere delizioso la vita crepuscolare e il sonno, essa non si è ancora scoperta nella propria identità e nella propria diversità [..] Questo stato di mancanza di Io, non interrotto da alcuna reazione di piacere-dolore, viene comprensibilmente sperimentato dalla successiva coscienza dell’Io come una delle più perfette forme di autarchia e di autosufficienza [..] Il distacco dall’Uroboros, l’entrata nel mondo e il confronto con il principio degli opposti che governa il mondo, sono compiti essenziali dello sviluppo dell’umanità e dell’individuo. [Neumann Erich 1949].

uroboros
        

Riferimenti Bibliografici:

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Luigi Zoja – Il gesto di Ettore Preistoria, storia, attualità e scomparsa del padre – Bollati Boringhieri, Torino, 2000.

Philip Roth – Pastorale Americana – Einaudi 1997.

Leonardo Vittorio Arena – Xunzi L’arte Confuciana della Guerra – Rizzoli Milano 2010, pillole Bur 2011.

Massimo Recalcati – Il complesso di Telemaco. Genitori e figli dopo il tramonto del padre – Feltrinelli, Milano, 2013.

Minois Georges – Storia del mal di vivere – Dedalo, 2005.

Mitscherlich Alexander – Verso una società senza padre – Feltrinelli, Milano 1970.

Kaës R. et Al  – Trasmissione della vita psichica tra generazioni – Borla, Roma 1995.

Krishnamurti Jiddu – Lettera alle scuole – Astrolabio Ubaldini, Roma 1983.

Erich Neumann – Storia delle origini della coscienza – Astrolabio Ubaldini, Roma 1978.

Erich Neumann – La grande madre – fenomenologia delle configurazioni femminili dell’inconscio – Astrolabio Ubaldini, Roma 1980. 

Erich Neumann – La personalità nascente del bambino. Struttura e dinamiche – Red Edizioni, 1991.  

Erich Neumann – La psicologia del femminile – Astrolabio Ubaldini, Roma 1975. 

Erich Neumann – Psicologia del profondo e nuova etica – Moretti e Vitali, Bergamo 2005.

Alfred A. Tomatis e L. Merletti – Nove mesi in paradiso. Storie della vita prenatale – Brossura 2007.

Alfred A. Tomatis e L. Merletti – Dalla comunicazione intrauterina al linguaggio umano. La liberazione di Edipo – Brossura1993.

Alfred A. Tomatis e L. Merletti  – L’orecchio e il linguaggio – Brossura 2000.

Alfred A. Tomatis – Vertigini  – Brossura – 2009.

 Lacan J. – Il Seminario, Libro IV, La relazione d’oggetto (1956-57).Testo stabilito da Jacques-Alain Miller. Edizione italiana a cura di Antonio Di Ciaccia.Torino, Einaudi, 1996.

Green Andrè, Donnet Jean – Luc – La psicosi Bianca, Psicoanalisi di un colloquio – Borla, Roma 1992.

James William – Le varie forme dell’esperienza religiosa. Uno studio sulla natura umana. – Morcelliana, 1998.

James William – L’ uomo come esperienza. Identità, istinti, emozioni. – L’Ancora del Mediterraneo, 1999.

Danny Esposito – Il Carattere Creativo dell’ Inconscio. C.G. Jung ed Erich Neumann, il Simbolico l’Immaginario il Reale. – Tesi di Laurea, Università Degli Studi Di Urbino “Carlo Bo”. 

 

“Proteggimi dalla sapienza che non piange,

dalla filosofia che non ride

e dalla grandezza di chi non si inchina davanti ai bambini.

Kahlil Gibran

 

Studio di Psicologia e Psicoterapia 

Centro Clinico Milton H. Ericksoniano di

Psicologia e Psicoterapia per il Sostegno alla Famiglia, alla Genitorialità, Scuola, Affidi, Minori, Pesaro Urbania.  

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